Il predatore “fantasma”: identificata una nuova specie di parente del coccodrillo del Triassico dopo 75 anni

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Per quasi otto decenni, un fossile rimase nascosto nel seminterrato dello Yale Peabody Museum, erroneamente identificato e in gran parte trascurato. Ora, i ricercatori hanno finalmente svelato i suoi segreti, rivelando un predatore preistorico che mette alla prova la nostra comprensione di come vivevano e cacciavano i primi parenti dei coccodrilli.

Una scoperta dimenticata

L’esemplare fu originariamente rinvenuto nel 1948 nel famoso sito di Ghost Ranch nel New Mexico, un luogo rinomato per la sua ricca documentazione fossile. Per 75 anni fu provvisoriamente catalogato come Hesperosuchus agilis, un noto parente dei moderni coccodrilli.

Tuttavia, un nuovo studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences rivela che si è trattato di un errore. Il fossile appartiene in realtà a un genere e una specie completamente nuovi: Eosphorosuchus lacrimosa .

Non è il tipico coccodrillo

Mentre i moderni coccodrilli sono sinonimo di predatori di imboscate che vivono nell’acqua, E. lacrimosa racconta una storia diversa. In base alle sue caratteristiche fisiche, i ricercatori ritengono che questa creatura fosse un cacciatore terrestre.

Il fossile, che comprende un cranio, ossa delle gambe, una vertebra e scaglie, suggerisce un animale delle dimensioni di un grosso cane. Le principali caratteristiche anatomiche includono:
Un muso corto e rinforzato: A differenza dei musi lunghi di molti coccodrilli acquatici, questo teschio è stato costruito per durare.
Un morso potente: La presenza di un grande osso postorbitale triangolare e di specifiche strutture mascellari suggerisce massicce inserzioni muscolari progettate per masticare pesantemente.
Stile di vita terrestre: anziché nascondersi nei fiumi, questo predatore probabilmente inseguiva le sue prede sulla terraferma, funzionando in modo molto simile a una moderna volpe o sciacallo.

Coesistenza ecologica: un’istantanea biologica

Uno dei risultati più significativi di questo studio non è solo la scoperta di una nuova specie, ma il contesto della sua esistenza. I ricercatori hanno confrontato il nuovo fossile con un esemplare di H. agilis si trova a soli cinque metri di distanza. Entrambi gli animali vissero durante il Triassico superiore e sembrano essere morti nello stesso evento, forse un’improvvisa alluvione.

Questa scoperta fornisce una rara, “forte prova” di partizionamento della nicchia, un processo in cui specie diverse vivono nella stessa area senza competere per le stesse risorse.

“Questa è la prima prova davvero forte che abbiamo della coesistenza tra due coccodrilli dall’aspetto funzionalmente diverso”, afferma la coautrice dello studio e paleontologa di Yale Miranda Margulis-Ohnuma.

Evolvendo forme diverse del cranio, queste due specie potrebbero condividere lo stesso habitat:
1. H. agilis probabilmente cacciava diversi tipi di prede utilizzando un metodo diverso.
2. E. lacrimosa usava il suo potente morso per affrontare bersagli più grandi e meno agili.

Perché questo è importante per la paleontologia

La storia evolutiva dei “coccodrillomorfi” (il gruppo che comprende coccodrilli, alligatori e i loro parenti estinti) è notoriamente difficile da mappare. La documentazione fossile di questo periodo è “carente di dati”, il che significa che gli scienziati hanno pochissimi esemplari su cui lavorare.

L’identificazione di E. lacrimosa dimostra che già nelle prime fasi della loro evoluzione questi animali si stavano diversificando in ruoli specializzati. Sposta la narrazione dal vedere i primi parenti dei coccodrilli come un unico lignaggio in difficoltà a vederli come un gruppo dinamico e diversificato che si stava rapidamente adattando a diversi ambienti.


Conclusione
L’identificazione di Eosphorosuchus lacrimosa trasforma una reliquia museale dimenticata in un pezzo vitale del puzzle evolutivo, dimostrando che i primi parenti dei coccodrilli erano già padroni di diversi ruoli ecologici sulla terra e nell’acqua.

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