Molto prima che gli X-Men diventassero un impero cinematografico o un marchio riconosciuto a livello globale, erano solo un gruppo di adolescenti. Guidata dal potente telepate Charles Xavier, questa formazione originale ha definito il DNA centrale del franchise. Non si trattava di mentori adulti o di decenni di tradizione. Era semplice.
Angelo. Bestia. Ciclope. Uomo venuto dal ghiaccio. E Marvel Girl.
Ognuno ha portato qualcosa di distinto sul tavolo. L’angelo poteva volare. La bestia aveva un aspetto scimmiesco con riflessi coordinati. Ciclope scagliò potenti raggi di forza concussiva dai suoi occhi. Iceman potrebbe congelare gli oggetti. Marvel Girl combinava la telepatia con la psicocinesi.
Erano bambini. Ragazzi potenti. Ragazzi pericolosi.
Questa squadra iniziale ha posto le basi per tutto ciò che è seguito. La loro dinamica non riguardava solo la lotta contro mutanti o umani. Si trattava di sopravvivere. Di trovare un posto in un mondo che non li voleva.
Pensaci.
Un adolescente capace di volare. Un uomo forte simile a una bestia. Un ragazzo che non riesce a spegnere i suoi occhi laser. Un congelatore umano. E una ragazza che sa leggere nel pensiero e muovere oggetti con il cervello.
Questo è tutto.
Nessun retroscena complesso per ora. Nessuna manovra politica complessa. Solo cinque bambini e un insegnante.
Charles Xavier vedeva in loro del potenziale. Potenziale che gli altri vedevano come una minaccia.
Gli X-Men originali non erano solo eroi. Erano degli emarginati.
Ed è questo che li ha resi interessanti.
Lo sono ancora.

















