Perché il Great American Songbook definisce ancora la cultura pop

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Non si sente più tanto il termine “Tin Pan Alley”. Ma se hai canticchiato una melodia al cinema o hai guardato un ballerino di swing girare su uno schermo, l’hai già consumato. Il Great American Songbook non è solo un polveroso archivio di spartiti. È la spina dorsale della moderna cultura pop, un canone di standard jazz e brani popolari della prima metà del XX secolo.

Considerala come la playlist originale dei più grandi successi.

Queste canzoni non sono state scritte isolatamente. Sono stati realizzati da coppie di compositori e parolieri professionisti nell’età d’oro degli spettacoli di Broadway, del teatro musicale e dei musical di Hollywood. L’industria faceva affidamento sui meccanismi del vaudeville e sui centri competitivi di scrittura di canzoni di Tin Pan Alley. Quest’epoca ha prodotto un tipo specifico di melodia e testo che è durato per quasi un secolo.

Da dove provengono questi standard?

Per capire quali canzoni appartengono al canone, devi guardare dove sono nate. Il Great American Songbook si ispira in larga misura all’infrastruttura dell’intrattenimento dell’inizio del XX secolo.

  • Gli spettacoli di Broadway hanno fornito la struttura narrativa sia per ballate che per numeri ritmati.
  • I musical di Hollywood hanno portato queste canzoni a un pubblico globale di massa attraverso i film.
  • Vaudeville ha fornito le tradizioni esecutive e il tempismo comico che hanno influenzato il fraseggio dei testi.
  • Tin Pan Alley era il motore commerciale. Era un quartiere di New York City dove editori, compositori e parolieri sfornavano successi per le vendite di spartiti.

Perché questo è importante oggi? Perché queste tracce sono diventate il modello. Quando ascolti una progressione di accordi complessa o un testo intelligente e in rima in uno standard jazz contemporaneo, stai ascoltando il risultato di quel processo di scrittura di canzoni industrializzato.

Come definiamo ora il canone?

Identificare il Great American Songbook non riguarda tanto le regole rigide quanto l’impatto culturale. È una raccolta di canzoni popolari americane e standard jazz. L’attenzione è rivolta principalmente ai primi 50 anni del ‘900.

Gli scrittori erano spesso specialisti. C’erano compositori che si concentravano sulla melodia e parolieri sulle parole. Insieme, hanno creato opere sufficientemente sofisticate da consentire ai musicisti jazz di improvvisare, ma abbastanza orecchiabili da consentire al pubblico radiofonico di memorizzarle.

Ciò non è stato casuale. Era un’industria progettata. L’obiettivo era la longevità. Queste non erano meraviglie a colpo singolo. Erano opere d’arte durevoli che sopravvivevano ai cambiamenti tecnologici, dagli spartiti al vinile allo streaming.

Cosa rende una canzone “classica”?

Se stai cercando di determinare quali canzoni sono idonee, cerca l’artigianato. I testi spesso utilizzavano schemi di rime complessi e giochi di parole che rivaleggiavano con la poesia. Le melodie sono state costruite per essere cantabili ma armonicamente ricche.

Queste canzoni sono state scritte per l’esecuzione, non solo per la registrazione.

The Great American Songbook rimane rilevante perché offre un livello di raffinatezza lirica e complessità musicale raro nel mercato odierno guidato dai successi. Non è solo nostalgia. È un corso di perfezionamento sulla scrittura di canzoni pop che continua a influenzare gli artisti di tutti i generi.

La conversazione su queste tracce non è finita. Le nuove generazioni continuano a scoprirli. Continuano a trovare nuovi modi per interpretare i classici. Il canone cresce man mano che aggiungiamo un nuovo contesto a vecchi brani.

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