L’antica scienza dell’astronomia: da Babilonia al Big Bang

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L’astronomia non è solo un hobby per gli osservatori delle stelle. È la scienza più antica che l’umanità abbia mai praticato. Tiene traccia dell’origine, dell’evoluzione, della composizione, della distanza e del movimento di ogni corpo e pezzo sparso di materia nell’universo. Lo facciamo fin dagli albori della civiltà documentata.

Ai babilonesi va gran parte del merito per la prima conoscenza celeste. Osservavano il cielo con una precisione tale da preparare il terreno. I Greci poi arrivarono con idee cosmologiche influenti. Cominciarono a chiedersi come fosse collegata la Terra al resto del cosmo. Questo è stato un cambiamento radicale.

Per oltre 1.300 anni il mondo seguì Tolomeo. Il suo modello collocava la Terra al centro dell’universo. Era un universo centrato sulla Terra che dominò il pensiero astronomico fino al XVI secolo. Poi intervenne Niccolò Copernico, che assegnò la posizione centrale al Sole. Ciò inaugurò l’era dell’astronomia moderna.

Il XVII secolo portò un lampo di scoperte. Johannes Kepler scoprì i principi del moto planetario. Galileo applicò il telescopio all’osservazione astronomica. Isaac Newton formulò le leggi del moto e della gravitazione. Queste non erano solo teorie. Erano le regole del gioco.

Nel 19° secolo, la tecnologia cambiò nuovamente le regole del gioco. La spettroscopia e la fotografia hanno permesso agli scienziati di studiare le proprietà fisiche di pianeti, stelle e nebulose. Ciò ha portato allo sviluppo dell’astrofisica. Siamo passati dal semplice rilevamento delle posizioni alla comprensione delle realtà fisiche.

Edwin Hubble scosse le cose nel 1927. Scoprì che l’universo si stava espandendo. In precedenza si pensava che fosse statico. Il cielo non era uno sfondo fisso. Era un’entità dinamica e in crescita.

Poi è arrivato l’hardware. Il primo radiotelescopio fu costruito nel 1937. Nel 1957 fu lanciato lo Sputnik. È stato il primo satellite artificiale. Ciò inaugurò l’era dell’esplorazione spaziale. I veicoli spaziali in grado di sfuggire all’attrazione gravitazionale della Terra iniziarono a restituire dati sul sistema solare a partire dal 1959.

Consideriamo ora il Big Bang. Studiamo i raggi gamma. Monitoriamo i segnali infrarossi e ultravioletti. Ascoltiamo le onde radio e il radar. Tracciamo i raggi X. Tutto ciò nasce da quel primo sguardo al cielo babilonese.

La storia dell’astronomia è una storia di sguardi verso l’alto. E poi capire cosa stavamo vedendo. Lo stiamo ancora facendo. Le domande rimangono. Le risposte continuano a diventare sempre più complicate.

“Nel 1927 Edwin Hubble scoprì che l’universo, fino ad allora ritenuto statico, si stava espandendo.”

L’espansione non si è fermata. Ha accelerato. L’energia oscura è entrata nella chat. Non lo comprendiamo ancora del tutto. Ma sappiamo che è lì. L’universo continua a cambiare. Stiamo solo cercando di tenere il passo.

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