L’antica Roma non segnava solo il tempo. Lo ha celebrato con sangue, fuoco e rumore. I Secular Games ne furono la massima espressione. Non erano le tipiche vacanze romane. Non c’era festa pubblica per le masse. Si trattava invece di cerimonie religiose ad alto rischio progettate per resettare l’orologio.
Il concetto venne dagli Etruschi. Credevano che una generazione umana durasse circa 100 anni. Questa non era una scienza esatta. Era una media approssimativa intesa a rappresentare la durata massima della vita. Al termine di quel secolo, gli Etruschi facevano offerte alle divinità degli inferi. L’obiettivo? Espiazione. Volevano purificare la generazione futura dai peccati passati. È stato un nuovo inizio per il futuro.
I romani adottarono questa pratica ma la fecero propria. L’hanno trasformato in una maratona di rituali di tre giorni e tre notti. Il calendario è stato fissato. Gli dei erano numerosi. Sono stati fatti sacrifici per placarli tutti. Ma il pantheon è cambiato nel tempo.
All’inizio, l’attenzione era esclusivamente sugli dei ctoni. Le divinità degli inferi hanno ricevuto i riflettori. Probabilmente l’atmosfera era cupa. Serio. Incentrato sulla mortalità e sul rinnovamento. Ma le cose cambiarono. Il panorama religioso si espanse.
La festa durava tre giorni e tre notti, durante le quali venivano fatti sacrifici a varie divinità.
Il cambiamento è attribuito ad Augusto. L’imperatore regnò dal 27 a.C. al 14 d.C. Presentò alla cerimonia Apollo, Diana e Leto. Perché? Probabilmente per collegare il suo nuovo regime all’ordine divino. Apollo rappresentava la luce e la profezia. Diana e Leto aggiungevano un elemento materno e naturale. È stata una mossa politica intelligente avvolta nella tradizione religiosa.
Questi giochi segnarono l’inizio di un nuovo saeculum. Una generazione. Una nuova era. Per i romani questa non era solo superstizione. Era un dovere civico. Era sopravvivenza.
Il lungo cammino verso il Giubileo
La cronologia di questi antichi giochi romani è frastagliata. Non c’è un ritmo costante qui. I primi ludi saeculares attestati avvennero nel 249 a.C. Poi silenzio. Il successivo documentato non fu ritrovato fino al 146 a.C. Un’altra lacuna. Poi, finalmente, Augusto lanciò la terza serie nel 17 a.C.
Questa specifica iterazione aveva una colonna sonora. Per questo Orazio scrisse la Carmen saeculare. L’Inno Secolare. Era un grosso problema in quel momento.
La Roma ha continuato a cercare di mantenere lo slancio. Organizzarono celebrazioni per la fondazione della città nel 47 d.C., poi nell’88, poi nel 147. L’elenco si allunga rapidamente. 204. 248. 262. La frequenza aumentò man mano che l’impero invecchiava, alla disperata ricerca di spettacolo per tenere insieme le cose.
Entro l’anno 1300, la tradizione aveva cambiato sede. Si spostò dai Colossei pagani al Vaticano. Papa Bonifacio VIII fece rivivere il concetto. Lo ribattezzò Giubileo papale. L’idea centrale è rimasta: segnare un enorme passaggio di tempo. Ma il dio dei giochi era cambiato.
















