Per più di un secolo, le ossa fossilizzate raccolte nelle caverne dell’Australia occidentale furono nascoste nei cassetti dei musei, si presume appartenessero alla stessa specie dei moderni koala trovati sulla costa orientale. Un nuovo studio ha ribaltato questa ipotesi di lunga data, identificando questi resti come una specie distinta ed estinta: Phascolarctos sulcomaxilliaris.
Questa scoperta fa molto più che aggiungere un nome a un elenco; rimodella la nostra comprensione della storia naturale dell’Australia. Rivela che un tempo i koala prosperavano in un ambiente molto diverso nell’Australia occidentale ed evidenzia come i rapidi cambiamenti climatici possano portare specie uniche all’estinzione.
La scoperta nella polvere
La storia non inizia sul campo, ma negli archivi. Il dottor Kenny Travouillon, ricercatore presso il Western Australian Museum e la Curtin University, ha guidato un team che ha riesaminato 98 ossa fossili dalla collezione del museo. Questi esemplari, provenienti da depositi rupestri di Yanchep, Margaret River e Roe Plain vicino a Madura, erano conosciuti dal 1910 ma erano precedentemente classificati come Phascolarctos cinereus, il moderno koala, a causa delle somiglianze superficiali nei loro denti.
Confrontando queste ossa antiche con gli scheletri dei moderni koala dell’Australia orientale, i ricercatori hanno identificato differenze chiare e quantificabili nella struttura del cranio, nei denti e nelle ossa post-craniche. Queste distinzioni furono abbastanza significative da confermare la presenza di una nuova specie, che chiamarono Phascolarctos sulcomaxilliaris.
“A causa della somiglianza della dentatura con Phascolarctos cinereus, si presumeva tradizionalmente che appartenessero alla stessa specie”, ha spiegato il dottor Travouillon. “I risultati hanno mostrato differenze chiare e quantificabili… confermando la presenza di una nuova specie”.
Un koala costruito diversamente
Phascolarctos sulcomaxilliaris non era semplicemente una versione più piccola o più grande del moderno koala; era strutturalmente distinto in modi che suggeriscono uno stile di vita diverso.
La caratteristica più sorprendente è stata trovata negli zigomi. I fossili hanno rivelato solchi profondi che ospitavano grandi muscoli facciali. I ricercatori ritengono che questa anatomia supporti labbra insolitamente grandi e mobili. Questo adattamento potrebbe aver avuto due scopi:
* Efficienza di alimentazione: Manipolazione delle foglie resistenti di eucalipto con maggiore precisione.
* Odore migliorato: Narici allargate per rilevare fonti di cibo da distanze maggiori.
Inoltre, lo scheletro suggerisce che P. sulcomaxilliaris era meno agile delle sue controparti moderne. Probabilmente trascorreva meno tempo arrampicandosi e spostandosi tra gli alberi, indicando una diversa nicchia ecologica all’interno della volta forestale.
Perché sono scomparsi?
L’estinzione del Phascolarctos sulcomaxilliaris offre un avvertimento sul cambiamento climatico e sulla perdita di habitat. La datazione radiometrica colloca la scomparsa della specie intorno a 28.000 anni fa, alla fine del Pleistocene.
Questa linea temporale coincide con un importante cambiamento climatico. Durante questo periodo, una grave siccità e il freddo rimodellarono il paesaggio dell’Australia occidentale. Le foreste di eucalipto, la principale fonte di cibo e dimora dei koala, si sono ridotte drasticamente, coprendo solo il 5% circa della loro estensione attuale.
Con cibo e riparo drasticamente ridotti, il koala occidentale, unico nel suo genere, non potrebbe sopravvivere. Al contrario, i moderni koala (Phascolarctos cinereus ) sono sopravvissuti nelle foreste più stabili dell’Australia orientale, anche se ora devono affrontare le minacce derivanti dal disboscamento, dalle malattie e dalla frammentazione dell’habitat.
Perché questo è importante oggi
L’identificazione di P. sulcomaxilliaris sottolinea l’importanza di rivalutare le collezioni scientifiche esistenti. Molti musei conservano esemplari “sconosciuti” che potrebbero riscrivere la storia se visti attraverso la lente dell’analisi moderna.
Inoltre, questa scoperta evidenzia la fragilità delle specie specializzate. Proprio come i cambiamenti climatici hanno spazzato via i koala occidentali migliaia di anni fa, i koala moderni, classificati come Vulnerabili dalla IUCN, stanno lottando contro i rapidi cambiamenti ambientali. Comprendere il passato aiuta a contestualizzare il presente: quando gli habitat si restringono, anche le specie iconiche possono scomparire rapidamente.
I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Royal Society Open Science, ricordandoci che a volte le scoperte più grandi attendono negli angoli bui dei nostri archivi.
