Equinozio di primavera: perché i giorni superano le notti fin dal primo giorno

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Il primo giorno di primavera, l’equinozio di primavera, arriva oggi, 20 marzo, alle 10:46 EDT (7:46 PDT). Questo segna il momento in cui il sole splende direttamente sopra l’equatore, bagnando teoricamente entrambi gli emisferi con la stessa luce. In realtà, il sole sarà posizionato direttamente sopra l’Oceano Atlantico, a circa 790 miglia a est di Macapá, in Brasile.

La data mutevole dell’arrivo della primavera

Molti ricordano che il primo giorno di primavera cade il 21 marzo. Tuttavia, per il Nord America, l’equinozio ora cade costantemente il 20 marzo. Questo non è un cambiamento recente; nel corso del XX secolo, il 21 marzo era in realtà un’eccezione. Dal 1980 al 2102, l’equinozio si verificherà entro il 20 marzo e nel 2028 inizierà ufficialmente il 19 marzo nell’emisfero occidentale.

Questo spostamento avviene perché l’orbita terrestre non è un cerchio perfetto e il nostro calendario gregoriano non è sincronizzato con esso. L’inclusione dei giorni bisestili (in particolare negli anni divisibili per 400) influenza ulteriormente questi spostamenti stagionali delle date. Senza l’anno bisestile del 2000, l’equinozio di oggi cadrebbe invece il 21 marzo. Ciò evidenzia che la nostra percezione delle stagioni è legata a un calendario creato dall’uomo che riflette imperfettamente i cicli naturali.

Oltre il mito dell’uguaglianza del giorno e della notte

Il concetto di giorno e notte uguali durante l’equinozio è un malinteso comune. In effetti, la luce del giorno è più lunga* dell’oscurità di diversi minuti sia negli equinozi di marzo che in quelli di settembre. Non è una questione di misurazione imprecisa; la differenza è inerente al modo in cui definiamo alba e tramonto.

La definizione standard utilizza il bordo superiore del sole che appare all’orizzonte, non il suo centro. Ma il fattore più importante è la rifrazione atmosferica: la nostra atmosfera piega la luce solare, facendola apparire più alta di quanto non sia in realtà. I calcoli dell’Osservatorio navale statunitense tengono conto di questo effetto, stimando che la nostra atmosfera prolunga effettivamente la luce del giorno di circa sei-sette minuti.

Ciò significa che quando guardi il sole sorgere o tramontare, vedi un’illusione : tecnicamente il sole è ancora sotto l’orizzonte. La flessione della luce nell’atmosfera ci induce a percepire giornate più lunghe, anche durante l’equinozio stesso.

In conclusione, il primo giorno di primavera è un’affascinante intersezione tra astronomia, meccanica del calendario e ottica atmosferica. Mentre l’equinozio dovrebbe rappresentare giorno e notte uguali, la realtà è più complessa e visivamente ingannevole. La posizione apparente del sole e la flessione della luce fanno sì che i giorni precedano le notti fin dall’inizio della primavera.

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