James Webb rivela la splendida nebulosa “cranio esposto” in nuove immagini

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Il James Webb Space Telescope (JWST) ha catturato nuove immagini mozzafiato di PMR 1, una nebulosa planetaria che ricorda in modo sorprendente un cervello umano racchiuso in un teschio. Questo oggetto celeste, identificato per la prima volta nel 2014 ma precedentemente poco studiato, offre spunti unici sulle fasi finali del ciclo di vita di una stella morente.

Il cranio cosmico spiegato

PMR 1 non è un cervello, ma un guscio in espansione di gas e polvere espulso da una stella quando rimane senza carburante. Le avanzate capacità di imaging a infrarossi del JWST hanno rivelato dettagli invisibili ai telescopi precedenti come Spitzer, evidenziando la complessa struttura della nebulosa con una chiarezza senza precedenti. Il soprannome di “Cranio esposto” deriva dalla forma della nebulosa, che imita da vicino un cervello all’interno di un teschio trasparente.

Visualizzazione a doppia lunghezza d’onda: NIRCam e MIRI

Le immagini sono composte da dati provenienti da due strumenti JWST: la Near-Infrared Camera (NIRCam) e il Mid-Infrared Instrument (MIRI).
* NIRCam mostra il guscio esterno che brilla intensamente, con una corsia chiara e scura che divide in due la nebulosa come gli emisferi cerebrali. Le galassie lontane sono visibili attraverso gli strati esterni.
* MIRI rivela una struttura interna più blu e complessa, dove la corsia oscura centrale è parzialmente oscurata da gas e polvere più densi.

Questa combinazione di osservazioni è fondamentale: NIRCam fornisce un contrasto elevato, mentre MIRI rivela dettagli nascosti, fornendo insieme un quadro più completo della formazione di PMR 1.

Evoluzione stellare in azione

La struttura della nebulosa rivela anche molteplici stadi dell’evoluzione della stella. I gusci esterni rappresentano le precedenti espulsioni di gas, mentre le nubi interne mostrano attività più recenti. La stella al centro di PMR 1 ha due potenziali destini: o una violenta esplosione di supernova o una lenta dissolvenza in una densa nana bianca.

“La capacità di Webb di vedere l’universo in più lunghezze d’onda della luce è davvero preziosa per gli astronomi.”

La nebulosa “Cranio esposto” ricorda i processi dinamici in atto nel cosmo, dove le stelle non semplicemente muoiono ma danno vita a spettacolari spettacoli finali prima di svanire in un tripudio di gloria o di stabilizzarsi in una tranquilla obsolescenza. Il JWST sta rivoluzionando la nostra comprensione di queste morti stellari, un’immagine straordinaria alla volta.