L’ultimo pasto dell’antico predatore: un fossile di vomito di 290 milioni di anni fa rivela la dieta

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Un fossile straordinariamente conservato, rinvenuto in Germania, ha fornito ai paleontologi uno sguardo senza precedenti sulle abitudini alimentari di un predatore all’apice del periodo Permiano, quasi 300 milioni di anni fa. La scoperta, pubblicata su Scientific Reports, rappresenta il più antico vomito fossilizzato conosciuto (soprannominato “rigurgitalite”) proveniente da un ecosistema terrestre, offrendo una “istantanea” unica della vita nel supercontinente Pangea.

La scoperta a Bromacker

L’esemplare delle dimensioni di un lime è stato trovato nella località di Bromacker, nella Germania centrale, nel 2021. Scansioni dettagliate hanno rivelato un gruppo di ossa appartenenti ad almeno tre diversi animali, suggerendo fortemente che siano state espulse dal sistema digestivo di un predatore. Fondamentalmente, l’analisi chimica ha confermato che il materiale non era un rifiuto fossile: era vomito. Questa distinzione è importante perché il rigurgito fornisce una prova diretta di eventi di predazione, mentre le feci rappresentano uno stadio successivo della digestione.

Identificazione del colpevole

L’identità del predatore rimane incerta, ma i ricercatori sospettano che si tratti del Dimetrodon teutonis (noto per la sua grande vela dorsale) o del Tambacarnifex unguifalcatus, entrambi i primi sinapsidi, un gruppo che comprende mammiferi e i loro parenti estinti. Sebbene somigliassero ai rettili, queste creature furono precursori evolutivi dei mammiferi, segnando un periodo critico nella storia dei vertebrati terrestri.

Una dieta mista: nessun palato schizzinoso

Tra le 41 ossa, gli scienziati hanno identificato i resti di almeno due piccoli rettili simili a lucertole, nonché un osso di un arto di un erbivoro più grande. Ciò suggerisce che il predatore fosse un mangiatore opportunistico, che consumava qualunque preda fosse disponibile invece di specializzarsi. Questo comportamento è significativo perché indica una struttura ecosistemica meno raffinata in cui la competizione per le risorse era probabilmente feroce. La mancanza di specializzazione alimentare suggerisce che l’ecosistema stesse ancora sviluppando complesse reti alimentari.

Perché il vomito è importante

Il valore del rigurgitalite va oltre le semplici informazioni dietetiche. La presenza di tre animali distinti nello stesso vomito fossilizzato li colloca definitivamente nello stesso tempo e nello stesso luogo, forse a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. Questo livello di precisione temporale è raro in paleontologia.

“Possiamo dire con certezza, letteralmente, che questi tre animali vivevano esattamente nello stesso posto e esattamente alla stessa ora, forse una settimana o addirittura un giorno,” spiega il paleontologo Arnaud Rebillard.

La ragione del rigurgito rimane speculativa. Come i predatori moderni, l’antico animale potrebbe aver espulso ossa indigeribili o semplicemente aver mangiato troppo. Indipendentemente da ciò, il fossile funge da punto dati cruciale per ricostruire le reti alimentari del Permiano.

Istantanea dell’ecosistema

Il sito di Bromacker è unico perché preserva un ecosistema terrestre completo di questo primo periodo. Prima di ciò, i predatori terrestri venivano spesso trovati in ambienti acquatici dove cacciavano pesci e crostacei. Il periodo Permiano segnò uno spostamento verso erbivori più grandi che dominarono gli ecosistemi interni, guidando l’evoluzione di nuovi predatori. Vomito e sterco fossilizzati sono rari in tali ambienti, rendendo questa scoperta particolarmente significativa.

Questo vomito fossilizzato non è solo una grossolana reliquia del passato: è una rara finestra sul comportamento e sull’ecologia di uno dei primi predatori terrestri della Terra. Sottolinea come anche i processi biologici più spiacevoli possano fornire preziose informazioni sulla profonda storia della vita.

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