Le comunità costiere di tutto il mondo si trovano ad affrontare danni crescenti provocati dalle inondazioni e dalle mareggiate dovute ai cambiamenti climatici. Un nuovo studio pubblicato su PNAS rivela che il ripristino delle foreste di mangrovie, soprattutto se combinato con le difese costiere esistenti come le dighe, potrebbe prevenire danni per miliardi e proteggere centinaia di migliaia di persone ogni anno. L’analisi evidenzia il valore economico e protettivo sottovalutato di questi ecosistemi naturali.
La crescente minaccia di inondazioni costiere
Eventi meteorologici estremi come l’uragano Ian in Florida (2022) dimostrano il potere distruttivo delle mareggiate, che hanno causato danni per 110 miliardi di dollari e 158 vittime. Tuttavia, le regioni con ecosistemi di mangrovie sani hanno subito il 30% in meno di danni, risparmiando circa 13 miliardi di dollari. Ciò illustra la capacità delle mangrovie di assorbire l’energia delle onde attraverso i loro densi sistemi radicali, agendo come un cuscinetto naturale contro le condizioni meteorologiche estreme.
Vantaggi economici: un rendimento di $ 6 per ogni dollaro speso
I ricercatori hanno modellato il ripristino delle mangrovie insieme alle difese contro le inondazioni esistenti a livello globale, scoprendo che tali sistemi potrebbero far risparmiare 800 milioni di dollari all’anno proteggendo 140.000 persone dalle inondazioni. In scenari ad alte emissioni, ogni dollaro investito nei sistemi di dighe di mangrovie potrebbe generare o risparmiare 6 dollari entro il 2100, raggiungendo potenzialmente i 125 miliardi di dollari. Il Sud-Est asiatico e l’Africa occidentale vedrebbero i maggiori benefici, con Nigeria, India e Indonesia tra i maggiori vincitori. Negli Stati Uniti, la Florida e la Louisiana guadagneranno in modo significativo.
Infrastrutture grigio-verdi: combinare natura e ingegneria
Questo studio rientra nel campo emergente delle “infrastrutture grigio-verdi”, che integra soluzioni naturali con difese ingegnerizzate. Altri esempi includono la combinazione della gestione forestale con costruzioni resistenti al fuoco o l’abbinamento della manutenzione delle dighe con il ripristino dei bacini idrografici a monte. Secondo Thomas Westhoff di Wetlands International, questo approccio ibrido è particolarmente pragmatico per le coste fortemente urbanizzate e in declino.
Sfide per il ripristino: perché i progetti sulle mangrovie falliscono
Nonostante il loro valore dimostrato, oltre la metà degli ecosistemi di mangrovie della Terra saranno a rischio entro il 2050 a causa dell’agricoltura, dell’acquacoltura e dello sviluppo. Fino all’80% dei progetti di ripristino falliscono a causa di un’attuazione inadeguata (piantagione in aree inadatte o utilizzo di specie errate). Un ripristino di successo richiede il consenso della comunità, nonché incentivi economici che competono con usi del territorio più redditizi.
“Le mangrovie devono competere con altri interessi economici fin dall’inizio”, afferma l’economista ambientale Jonah Busch, sottolineando la necessità di dimostrare i loro vantaggi finanziari per garantire la conservazione a lungo termine.
I risultati dello studio rafforzano l’urgenza di proteggere e ripristinare le mangrovie come strategia economicamente vantaggiosa per mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici. Pur non essendo una soluzione universale, l’integrazione di queste difese naturali con le infrastrutture esistenti offre un approccio efficace e basato sull’evidenza alla resilienza costiera.



















