Una nuova ricerca conferma che il guscio esterno della Terra era già frammentato e in movimento circa 3,5 miliardi di anni fa, spostando indietro la linea temporale dell’inizio della tettonica a placche alla storia più antica del pianeta. I geoscienziati che hanno analizzato le antiche rocce dell’Australia occidentale hanno trovato prove dirette dello spostamento delle placche, sfidando le precedenti teorie sulla struttura primordiale della Terra.
La Terra primordiale non era un guscio solido
Per decenni, gli scienziati hanno discusso se la crosta primordiale della Terra fosse un unico, ininterrotto “coperchio stagnante” o se esistesse qualche forma di movimento delle placche. Il nuovo studio, pubblicato su Science, fornisce la più antica prova diretta che la litosfera – il guscio esterno della Terra – era segmentata in pezzi in movimento miliardi di anni fa.
I ricercatori hanno esaminato oltre 900 campioni di roccia provenienti dal Cratone Pilbara in Australia, una delle regioni più antiche e meglio conservate della Terra. Quest’area conserva resti dei primi anni di vita, compresi tappeti microbici fossilizzati risalenti a un’epoca in cui il pianeta era pesantemente bombardato da asteroidi.
Come gli scienziati hanno monitorato il movimento delle placche antiche
Il team ha utilizzato un magnetometro ad alta precisione per analizzare l’orientamento magnetico all’interno delle rocce. I minerali ferromagnetici, come minuscoli aghi di bussola, si bloccano nella direzione dei poli magnetici al momento della loro formazione. Riscaldando i campioni a temperature estreme, sono stati in grado di estrarre questo antico documento magnetico.
L’analisi ha rivelato che una porzione della Formazione Pilbara Orientale si è spostata di 24 gradi di latitudine (decine di centimetri all’anno) e ha ruotato di oltre 90 gradi in senso orario in un periodo di 30 milioni di anni. Questo movimento è paragonabile alle moderne velocità delle piastre, come la separazione del Nord America e dell’Eurasia.
Implicazioni per l’evoluzione iniziale della Terra
Questa scoperta ha importanti implicazioni per la comprensione dell’evoluzione iniziale della Terra. Ciò esclude l’idea di un coperchio completamente stagnante, il che significa che i confini delle placche e l’attività tettonica erano presenti molto prima di quanto si pensasse in precedenza.
Lo studio ha anche scoperto la più antica inversione geomagnetica conosciuta: un’inversione del campo magnetico terrestre in cui le bussole punterebbero a sud anziché a nord. La frequenza di queste inversioni era inferiore 3,5 miliardi di anni fa rispetto a oggi, suggerendo che la dinamo del nucleo terrestre (il processo che genera il campo magnetico) operava in modo diverso in passato.
“Stiamo osservando il movimento delle placche tettoniche, il che richiede che ci fossero dei confini tra quelle placche e che la litosfera non fosse un grande guscio ininterrotto attraverso il globo… era segmentata in diversi pezzi che potevano muoversi l’uno rispetto all’altro.” – Dott. Alec Brenner, Università di Yale
Sebbene la natura esatta del movimento iniziale delle placche rimanga incerta (episodico o lento), questa ricerca fornisce prove cruciali del fatto che la superficie terrestre era dinamica e segmentata molto prima di quanto si immaginasse in precedenza. I risultati rafforzano l’idea che la tettonica a placche abbia svolto un ruolo fondamentale nel plasmare l’evoluzione del pianeta fin dalle sue prime fasi.



















